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Il silenzio del traditore

Verona, 8 settembre 1943. I nazisti stanno per entrare in città dopo la firma dell’armistizio. Ancora pochi giorni e nascerà la Repubblica Sociale Italiana, voluta da Hitler per sostenere il fascismo alleato nelle zone d’Italia sotto l’occupazione tedesca. A Verona la Resistenza si organizza a fatica. I tedeschi hanno una potenza di fuoco, di apparato militare, di intelligence, coadiuvati dai fascisti repubblicani, che rende difficilissima qualunque forma di resistenza. È in questo contesto che si formano alcune brigate partigiane. La più importante per numero e azioni, sarà quella che va sotto il nome di Divisione Pasubio, guidata dal comandante Giuseppe Marozin, che conterà quasi 2000 uomini prima di venire spazzata via dai nazisti a settembre del 1944. Nelle fila della Divisione Pasubio milita anche Sergio Menin, con il nome di battaglia Uccello. Tradirà i suoi compagni e sarà responsabile di torture e deportazioni. Questa è la sua storia, raccontata da quanti lo conobbero e dal figlio, che ha scoperto solo dopo la sua morte chi fosse stato davvero questo padre molto amato, durante la Seconda guerra mondiale.

I protagonisti

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