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La moglie del soldato

Gemma e Nikolaij si incontrano nella primavera del 1944 e si innamorano. Lui non parla italiano, lei non parla russo. Lui è un soldato dell’Armata Rossa, lei una ragazza di Vezzano sul Crostolo. Il loro amore sarà osteggiato dai cattolici e dai comunisti. E’ un momento difficile e delicato quello del primo dopoguerra, quando il mondo non ancora diviso in due blocchi dalla Guerra Fredda, subirà però le conseguenze di una potente ideologizzazione del conflitto bellico che si è appena concluso. La Chiesa cattolica da un lato non vede di buon  occhio il matrimonnio tra una giovane cristiane e un “bolscevico” considerato un “senza Dio”. Ma nemmeno i comunisti reggiani saranno favorevoli alle nozze, perché di questo soldato dell’Armata Rossa, che non ha alcuna intenzione di ritronare in Unione Sovietica, considerata idealmente come il paradiso del Socialismo per il quale molti partigiani si erano battuti durante la Resistenza, sospetteranno. D’altra parte lo stesso vale per i sovietici, che lo considerano un traditore. Questa è la loro storia e quella di un amore in guerra.